Un piccolo gesto quotidiano che aiuta a proteggere denti e gengive
Ci sono abitudini che richiedono davvero poco tempo, ma che possono fare una grande differenza per la salute della bocca. Usare il filo interdentale ogni sera è una di queste.
È un consiglio che do spesso ai miei pazienti perché, anche quando ci laviamo i denti con attenzione, c’è una parte che lo spazzolino non riesce a pulire bene: lo spazio tra un dente e l’altro.
Ed è proprio lì che placca e residui tendono a fermarsi.
Lo spazzolino da solo non arriva ovunque
Possiamo avere un ottimo spazzolino, utilizzarlo correttamente e dedicare il giusto tempo all’igiene orale, ma le setole hanno comunque dei limiti.
Tra due denti molto vicini, ad esempio, non riescono a raggiungere bene le superfici laterali. Il risultato è che possiamo avere la sensazione di aver pulito perfettamente i denti, mentre in alcuni punti la placca è ancora presente.
Con il tempo questo può favorire l’infiammazione delle gengive e la formazione di carie tra un dente e l’altro, che tra l’altro non sono sempre facili da vedere nelle fasi iniziali.
Ecco perché considero la pulizia interdentale parte dell’igiene quotidiana, non qualcosa da fare soltanto ogni tanto.
Perché proprio la sera?
La cosa più importante è usare il filo ogni giorno. Io consiglio di farlo la sera perché è il momento ideale per inserirlo nella propria routine di igiene orale e farlo diventare rapidamente un’abitudine.
E l’ordine è importante: prima il filo interdentale e poi lo spazzolino.
Il filo permette di rimuovere placca e residui dagli spazi tra i denti; successivamente si completa l’igiene con lo spazzolamento.
All’inizio può sembrare un gesto in più, soprattutto per chi non lo ha mai utilizzato con regolarità. Ma è proprio la costanza fin dai primi giorni a trasformarlo velocemente in un automatismo. Dopo poco tempo, non passarlo darà quasi la sensazione di aver lasciato a metà la pulizia dei denti.
Attenzione a come lo usiamo
Il filo non deve essere infilato con forza tra i denti e, soprattutto, non deve arrivare sulla gengiva con un movimento brusco.
Va fatto scorrere delicatamente tra due denti e accompagnato lungo la superficie di uno e poi dell’altro, seguendone la forma.
Non serve forza: serve il movimento giusto.
Durante le visite mi capita di vedere pazienti che utilizzano il filo tutti i giorni, ma lo fanno molto velocemente oppure in maniera troppo energica. In questi casi basta spesso correggere il gesto per ottenere una pulizia più efficace senza irritare le gengive.
“Dottore, però quando passo il filo mi sanguinano le gengive”
È una cosa che i pazienti riferiscono abbastanza spesso.
La prima reazione può essere quella di smettere di usare il filo, pensando di aver fatto male alla gengiva. Ma se il sanguinamento si presenta frequentemente, soprattutto sempre negli stessi punti, è meglio capire perché accade.
Una gengiva che sanguina può essere infiammata e non è qualcosa da considerare normale soltanto perché succede da tempo.
Se il problema persiste, quindi, meglio parlarne con il dentista anziché rinunciare alla pulizia di quella zona.
Il filo va bene per tutti?
Non necessariamente.
Ci sono situazioni in cui può essere più indicato utilizzare uno scovolino oppure strumenti specifici per pulire sotto un ponte, intorno a un impianto o in presenza di determinati lavori protesici.
La regola, quindi, non è che tutti debbano utilizzare lo stesso filo nello stesso modo. Il principio importante è un altro: gli spazi tra i denti vanno puliti ogni giorno con lo strumento più adatto alla propria bocca.
Durante una visita possiamo capire quale sia quello giusto e, soprattutto, imparare a utilizzarlo correttamente.
Il mio consiglio
Se fino a oggi il filo interdentale è rimasto nel cassetto, non aspettate il momento giusto per iniziare: iniziate da stasera.
Tenetelo vicino allo spazzolino, in modo che diventi parte della stessa routine: prima il filo, poi lo spazzolino, tutte le sere.
Prima questo gesto entra nelle nostre abitudini, più sarà naturale mantenerlo nel tempo.
Perché quando parliamo di prevenzione, molto spesso non sono i gesti complicati a contare di più. Sono quelli semplici, fatti bene e con costanza.
Due minuti in più la sera possono sembrare poca cosa. Ripetuti ogni giorno, invece, possono fare una grande differenza.









